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Vitivinicola Le Orme - Poesia

Vino e poesia, vino è poesia

I luoghi

Il volo all’apparenza disordinato degli uccelli,
pensieri, frenesia caotica,
si fissa in un cielo denso di colore, parafrasi del nulla.
Talora si confonde nei profili dei miei monti
fino a sprofondare fra le gole
e gli anfratti dove si nasconde la nostalgia,
all’ombra dei castagni.
Lo sguardo vaga per il naturale anfiteatro
fatto di creste e gobbe che nascondono il mare di Enea
e le sponde aspre,
ove lo sconfitto guerriero che vinse la storia
depose le spoglie di Caieta
che nell’esser nutrice e madre in terra, trovò la gloria.
Poi, rimbalza sui bassi colli,
scivola verso fiumicelli irti di pioppi e salici lasciati a se stessi
ed insegue il sole che sfiora le serre al tramonto
mentre trascina via i suoi raggi taglienti
Monti, pendici ruvide, nascondono radici forti
che succhiano la vita di ulivi secolari e contorti
e tra balzi, forre e cespugli pungenti,
tratti di sentieri antichi, lampi di passato,
scalpiccii di passi illustri
o confuso pestare di greggi e armenti.
Allo sguardo che cerca nella memoria
assetato di tanto retaggio, appaiono quei suoni potenti
attraverso la lente della luce frustata dal sole
e si perdono poi all’entrar nel bosco selvaggio
ove tutto raffredda e zittisce la sua ombra.
E poi, laddove più dolce è la ripa, colline di terra e roccia,
in compagnia di ormai rade querce
residui di vigne antiche persistono aggrappati a declivi di terra rossa
riarsa, spaccata dal sole e dall’incuria,
ferite insanate dove scivola silente il sibilo freddo della vipera,
cattiva coscienza di un salto nel futuro,
orfano della memoria.
Non si è ancora spenta l’eco
delle vite antiche consumate tra queste falde
ed ancora insiste fra gli uliveti  e le vigne
colpiti, semidistrutti, peggio…abbandonati!
L’acqua sgorga, moto eterno, dalle fonti
e racconta storie alterne di vite ricche di povertà e fatiche
dipanate lungo il rosario ostico di secoli aspri.
poi, il fiume irto di pioppi violenti sfiora basse colline,
seni di donna logorati dall’ignavia
e va ad annegare le sue storie
nel grande fiume oltre la valle.